Un'inquadratura soggettiva mette il pubblico dietro gli occhi di un personaggio. Invece di guardare una scena dall'esterno, gli spettatori vedono esattamente ciò che vede il personaggio, rendendo l'inquadratura soggettiva uno dei modi più diretti per creare tensione, empatia e sorpresa. Questa guida approfondisce la nostra panoramica delle angolazioni di ripresa essenziali nel cinema e spiega cos'è un'inquadratura soggettiva, in cosa differisce da angolazioni simili e quale obiettivo è più adatto per realizzarla.
Cos'è un'inquadratura soggettiva nel cinema?
Un'inquadratura soggettiva (point of view shot) mostra una scena dalla prospettiva di un personaggio, facendo sì che l'inquadratura restituisca ciò che vede. Di solito si trova tra un'inquadratura del personaggio che guarda e una della sua reazione, così gli spettatori capiscono attraverso gli occhi di chi stanno guardando.
La sequenza sguardo-oggetto-reazione è il fulcro di questa tecnica. Secondo la panoramica di Wikipedia, la sequenza delle inquadrature, il suono e la recitazione contribuiscono tutti a segnalare che un'inquadratura è soggettiva. L'angolazione della ripresa soggettiva si trova di norma all'altezza degli occhi del personaggio e segue la direzione del suo sguardo.
Inquadratura soggettiva e macchina da presa soggettiva
Con una macchina da presa soggettiva, la cinepresa sostituisce completamente il personaggio, a volte per l'intero film, come in Lady in the Lake (1947) e Hardcore Henry (2015). Una classica inquadratura soggettiva viene usata per brevi momenti all'interno di una scena altrimenti oggettiva. Nel linguaggio quotidiano della produzione, «inquadratura soggettiva» indica entrambe le cose.
Di chi è il punto di vista?
Il punto di vista non appartiene sempre a una persona. Può essere quello di un dispositivo presente nella storia, come una telecamera di sorveglianza o la videocamera di un personaggio, oppure una prospettiva onnisciente che osserva la scena senza essere legata a nessuno. Il video qui sotto di StudioBinder illustra queste varianti con spezzoni di film di diversi generi:
Perché i registi usano le inquadrature soggettive?
Le inquadrature soggettive permettono al pubblico di condividere l'esperienza di un personaggio, invece di limitarsi a osservarlo. I registi le usano per creare empatia e suspense e mostrare quanto diversamente un personaggio percepisca il mondo: obiettivi che altri tipi di inquadratura cinematografica raggiungono in modo meno diretto.
L'uso dell'inquadratura soggettiva dipende molto dal genere. L'analisi di StudioBinder qui sopra ne raggruppa gli utilizzi più o meno così:
| Genere | A cosa serve l'inquadratura soggettiva |
|---|---|
| Romance | Permette agli spettatori di condividere il momento in cui ci si innamora, invece di limitarsi a guardarlo |
| Fantascienza | Mostra il mondo attraverso gli occhi di un alieno o di una macchina per sottolineare quanto sia estraneo |
| Stati mentali | Mette il pubblico all'interno di uno stato mentale alterato o distorto |
| Found footage | Affida il ruolo di narratrice a una videocamera presente nella storia, aggiungendo un realismo simile a quello dei documentari |
| Horror e thriller | Fa leva sul potere dell'osservare e sulla vulnerabilità di essere osservati |
| Azione | Usa mirini da cecchino, binocoli e videocamere montate sui caschi per mettere gli spettatori sulla linea del fuoco |
Tra gli esempi classici ci sono La finestra sul cortile (1954), che mette gli spettatori nei panni di chi osserva, e Venerdì 13 (1980), che mostra le scene dalla prospettiva dell'assassino nascondendone l'identità. Poiché la soggettiva esclude il volto del personaggio dallo schermo, la maggior parte dei film la usa per brevi momenti, per poi tornare a un'inquadratura oggettiva.
Ripresa in soggettiva o da sopra la spalla: qual è la differenza?
Una ripresa da sopra la spalla mantiene nell'inquadratura parte del personaggio che guarda, così il pubblico osserva la scena al suo fianco. Una ripresa in soggettiva esclude il personaggio dall'inquadratura e mostra solo ciò che vede. Nell'un caso si osserva il personaggio, nell'altro lo spettatore prende il suo posto.
| Ripresa in soggettiva | Ripresa da sopra la spalla | |
|---|---|---|
| Personaggio nell'inquadratura | No (al massimo le mani) | Sì, spalla e parte posteriore della testa |
| Posizione del pubblico | Dentro lo sguardo del personaggio | Accanto al personaggio |
| Uso tipico | Rivelazioni, suspense, momenti soggettivi | Dialoghi, relazioni spaziali |
| Lunghezza focale comune | 24–50 mm | 35–85 mm |
Per approfondire l'inquadratura dei dialoghi, scopri come la ripresa da sopra la spalla si confronta con altri angoli video.
Qual è la lunghezza focale migliore per una ripresa in soggettiva?
La maggior parte delle riprese in soggettiva rientra tra 24 mm e 50 mm su una fotocamera full frame. La zona della visione centrale nitida viene spesso paragonata a un obiettivo da 43 mm, quindi 35–50 mm tende a sembrare naturale, mentre un grandangolo da 24 mm aggiunge contesto periferico e una maggiore sensazione di presenza.
Come spiega PetaPixel, è difficile stabilire la lunghezza focale dell'occhio umano, perché l'occhio vede un campo molto ampio, ma solo una zona ristretta con dettagli nitidi.
Foto: Alberto Seghezzi, scattata con SIRUI Vision Prime 150mm
| Lunghezza focale (full frame) | Sensazione della soggettiva | Ideale per |
|---|---|---|
| 16–20 mm | Molto immersivo, bordi distorti | Azione, riprese con videocamera fissata al corpo, disorientamento |
| 24 mm | Ampio, con movimenti naturali | Riprese mentre si cammina, soggettiva prolungata |
| 35 mm | Simile all'attenzione quotidiana | Conversazioni, esplorazione di una stanza |
| 50 mm | Concentrato, selettivo | Dettagli, lettura, sguardo fisso |
Con fotocamere Super 35 o APS-C, un obiettivo da 16 mm o 24 mm offre all'incirca l'angolo di campo di un 24 mm o 35 mm su full frame.
Qual è l'obiettivo migliore per una ripresa in soggettiva?
L'obiettivo migliore per una ripresa in soggettiva è un fisso da grandangolare a normale, intorno a 24 mm o 35 mm, abbastanza leggero per le riprese a mano o con gimbal e facile da mettere a fuoco mentre ci si muove. Un obiettivo cine con una lunga corsa di messa a fuoco e una resa cromatica costante rende queste riprese più facili da controllare e abbinare in montaggio.
- Peso: Le riprese in soggettiva di solito sono realizzate a mano o con un gimbal, quindi un obiettivo compatto mantiene il rig bilanciato.
- Apertura: Un T-stop luminoso aiuta in condizioni di scarsa illuminazione, mentre chiudendo il diaframma a T2.8–T4 si mantiene nitida una porzione maggiore della scena, più simile a ciò che vede l'occhio.
- Controllo della messa a fuoco: Una lunga corsa di messa a fuoco consente transizioni fluide quando l'attenzione del personaggio si sposta.
- Uniformità cromatica: Lo sguardo, la ripresa POV e la reazione vengono spesso girati con lunghezze focali diverse, quindi una resa cromatica uniforme fa risparmiare tempo in color grading.
Per chi desidera un set coordinato, la serie SIRUI Vision Prime comprende obiettivi cine full frame da 24 mm, 35 mm e 50 mm, con apertura T1.4. Offre una resa cromatica uniforme tra le diverse lunghezze focali, una rotazione della ghiera di messa a fuoco di 270° e una struttura leggera, adatta all'uso con gimbal, con innesto E nativo e moduli intercambiabili per innesti L, RF e Z. L'immagine di copertina di questo articolo, una scena nella corsia dei box inquadrata attraverso attrezzature in primo piano, come vista dall'interno del garage, è stata scattata dal fotografo italiano Alberto Seghezzi con il Vision Prime 150 mm.
Come girare una ripresa POV?
Per girare una ripresa POV, posiziona la camera all'altezza degli occhi del personaggio, inquadra ciò che guarderebbe spontaneamente e adegua il movimento al suo modo di muoversi. Poi inseriscila nel montaggio tra uno sguardo e una reazione, così gli spettatori capiscono di chi è la prospettiva.
- Allinea la linea dello sguardo. Metti l'obiettivo nel punto in cui si trovavano gli occhi dell'attore, includendo l'eventuale inclinazione della testa.
- Pianificalo nella lista delle inquadrature. Decidi le riprese POV, la loro lunghezza focale e il loro movimento già in fase di storyboard, e gira lo sguardo, la ripresa POV e la reazione come setup separati.
- Scegli il movimento della camera. La camera a mano è adatta ai momenti di tensione, il gimbal alle camminate fluide e la camera fissa a un personaggio seduto.
- Aggiungi indizi sensoriali. Passi, respiro e mani che entrano nell'inquadratura rafforzano l'effetto in prima persona.
Consigli per girare in soggettiva
- Fai le prove con l'attore: Lascia che l'operatore ne imiti il passo e i movimenti della testa.
- Cambia la messa a fuoco come fa l'occhio: Sposta la messa a fuoco man mano che cambia l'attenzione del personaggio.
- Riprendi più reazioni: La ripresa di reazione dice agli spettatori di chi hanno appena visto il punto di vista.
Considerazioni finali
Una ripresa POV è uno dei modi più semplici per immergere il pubblico in una storia. Per realizzarla bene, bisogna posizionare la camera all'altezza degli occhi del personaggio, scegliere una lunghezza focale adatta al momento e inserirla nel montaggio tra uno sguardo e una reazione. Un obiettivo a focale fissa leggero da 24 mm o 35 mm con controllo fluido della messa a fuoco è adatto alla maggior parte delle riprese POV.
Domande frequenti
Cosa significa POV nel cinema?
POV sta per punto di vista. Una ripresa POV mostra la scena dalla prospettiva di un personaggio, così il pubblico vede ciò che vede quel personaggio.
Una ripresa POV è uguale a una ripresa in prima persona?
Sono strettamente correlati. Una ripresa in prima persona indica solitamente una soggettiva prolungata, mentre una ripresa POV è spesso un breve stacco. Molti registi usano i termini in modo intercambiabile.
Quale lunghezza focale è più vicina a quella dell'occhio umano?
L'area di visione centrale nitida dell'occhio viene spesso paragonata a circa 43 mm sul full frame, a metà tra 35 mm e 50 mm.
Si può girare una ripresa soggettiva con un gimbal?
Sì. Un gimbal è adatto alle riprese soggettive fluide mentre si cammina. Usa un obiettivo leggero per mantenere bilanciato il rig e lascia un leggero movimento naturale, così la ripresa risulta più umana.


